Cosa deve fare il sito di una casa vacanze per ricevere prenotazioni dirette
Chi affitta solo sui portali prima o poi fa il conto delle commissioni e si chiede se un sito proprio le toglierebbe. La risposta onesta è: in parte. Un sito web per casa vacanze raccoglie le prenotazioni di chi conosce già la casa e lavora accanto ai portali. Qui raccontiamo cosa deve fare per riuscirci, partendo da un sito che abbiamo realizzato: La Torre Saracena, casa vacanze a Palmi.

In questo articolo
A cosa serve un sito web per casa vacanze quando ci sono già i portali
Un sito proprio fa due lavori. Risponde a chi cerca la casa con il suo nome e trasforma in prenotazione l’interesse di chi la conosce già: l’ospite che torna, chi ha ricevuto un consiglio, chi ha visto l’annuncio su un portale e poi l’ha cercata per nome. Da solo non porta traffico. Chi ha in mente una zona e due date continua a partire dai portali.
Va detto subito un limite: su Airbnb il sito non si promuove dentro l’annuncio. Le sue norme sulle attività fuori dalla piattaforma vietano i link esterni in annunci e messaggi, gli inviti e gli sconti per prenotare altrove e l’uso dei recapiti degli ospiti per il marketing. Chi le viola in modo grave o ripetuto rischia la sospensione dell’annuncio. Nemmeno la scheda di Google è scontata, perché le linee guida del Profilo dell’attività elencano le case vacanza fra le attività non idonee.
Sulla prenotazione diretta il sito toglie la commissione del portale. Airbnb la dichiara nella pagina del Centro Assistenza sui costi del servizio. Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026), con la struttura a costi singoli, la maggior parte degli host paga il 15,5 per cento. La guida di Booking.com per i partner non indica una percentuale e scrive che dipende dal Paese, dal tipo di struttura e dal contratto firmato.
La domanda ricorrente riguarda il prezzo diretto: se possa essere più basso di quello esposto sul portale. Booking.com spiega ai partner che applica regimi di parità diversi a seconda del Paese (si apre in una nuova scheda). Nelle sue Clausole Generali lo Spazio economico europeo sta fra i Paesi senza parità specifica. Lì, dice l’articolo 2.1.4, la struttura non è tenuta a dare al portale tariffe uguali o migliori di quelle offerte altrove, e non deve comunque usare impropriamente il servizio.
Una scheda della Commissione europea del 28 settembre 2026 scrive che nello Spazio economico europeo chi vende su Booking.com può fissare liberamente prezzi e condizioni dentro e fuori dal portale, compreso il proprio sito. Riportiamo i documenti senza interpretarli: per il singolo contratto vale il testo firmato.
Cosa deve trovare l’ospite nella prima schermata
Chi apre il sito vuole sapere se la casa è libera nelle sue date e a che prezzo. La prima schermata serve a rispondere. Le voci seguono l’ordine in cui l’ospite le cerca.
Date e numero di ospiti
Il riquadro con arrivo, partenza e ospiti sta in alto, prima del testo di benvenuto. Accanto c’è il pulsante che verifica la disponibilità.
La disponibilità prima di qualsiasi modulo
Un calendario con i giorni liberi e quelli occupati evita il modulo compilato per sentirsi rispondere che la casa è piena. Nome, email e telefono si chiedono dopo aver detto se c’è posto.
Fotografie e posizione
La casa si sceglie dalle immagini. Servono tutte le stanze, fotografate come sono oggi, in file leggeri per chi guarda dal telefono. Subito dopo viene la posizione, con le distanze dal mare, dalla stazione e dall’aeroporto. Chi arriva da lontano ci organizza il viaggio.
Prezzo delle date scelte e contatto diretto
Il prezzo per le date scelte va detto in chiaro, prima dei dati personali. Accanto servono telefono, WhatsApp o email per le domande che nessun modulo prevede: un arrivo a tarda sera, un cane, un lettino.
Richiesta di prenotazione o pagamento online: due modelli, due carichi di lavoro
Con la richiesta il proprietario conferma a mano e il pagamento si concorda dopo. Con il pagamento online l’ospite versa subito un acconto o l’intero importo e riceve la conferma senza aspettare nessuno. In entrambi i casi la pagina deve dirlo prima dell’invio: se si paga, quanto e quando arriva la conferma.
Il primo modello costa meno da costruire e lascia al proprietario l’ultima parola su chi entra in casa. In cambio chiede di rispondere in fretta, perché chi aspetta può intanto continuare a cercare. Il secondo chiude la prenotazione anche di notte e porta con sé cancellazioni, rimborsi e contestazioni sulla carta. L’ospite ha la conferma subito, ma paga su un sito che vede per la prima volta.
Tolta la commissione del portale resta il costo dell’incasso, trattenuto dal fornitore di pagamento a ogni transazione. Un esempio di listino pubblico è la pagina delle tariffe di Stripe per l’Italia. Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) indica 1,5 per cento più 0,25 euro per le carte standard dello Spazio economico europeo e 3,15 per cento più 0,25 euro per le carte internazionali, con righe a parte per le carte premium e per quelle del Regno Unito. Con ospiti da fuori Europa la riga che conta è quella delle carte internazionali.
Per chi incassa online servono condizioni di vendita scritte, da far vedere a un professionista prima di pubblicarle. Per appuntamenti e orari, dove al posto del calendario serve un’agenda, i modelli stanno nell’articolo su come scegliere un sistema di prenotazione online.
Calendario e portali: come evitare la doppia prenotazione
Una casa venduta su più canali ha un problema che il singolo portale non conosce: la stessa notte è in vendita in più posti. In Beachfy, la piattaforma per stabilimenti balneari che sviluppiamo, oggi in pre-lancio con apertura prevista per l’estate 2027, la disponibilità di un posto si ricava ogni volta dalle prenotazioni. La fonte è una sola. Con un sito e due portali le fonti sono tre.
Per allinearle i portali documentano lo scambio di calendari: ogni canale espone un indirizzo in formato iCal con le date occupate e gli altri lo leggono a intervalli. Per entrare nello scambio il sito deve fare lo stesso: esporre il suo indirizzo e leggere quelli dei portali. Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) la guida di Airbnb alla sincronizzazione del calendario (si apre in una nuova scheda) parla di un aggiornamento automatico ogni 3 ore. La guida di Booking.com alla sincronizzazione dei calendari (si apre in una nuova scheda) indica un’importazione ogni 2 ore e precisa che non avviene in tempo reale.
In quella finestra la stessa notte può essere venduta due volte, e Booking.com lo scrive nella stessa guida. Lo scambio ha anche requisiti di idoneità. Per Booking.com, fra gli altri: al massimo 20 tipologie di alloggio, una sola unità per tipologia e nessun provider di connettività in uso, cioè nessun servizio esterno che aggiorna i portali al posto del proprietario. Una casa singola con un solo annuncio, senza uno di questi servizi, rispetta i tre.
Chi resta fuori passa da un provider di connettività, la categoria in cui rientrano i channel manager. L’alternativa è l’aggiornamento a mano: a ogni prenotazione il proprietario chiude subito le date sugli altri canali.
Sbagliare costa, e l’errore ha un nome: overbooking. Su Booking.com le Clausole Generali chiedono alla struttura di trovare all’ospite un alloggio alternativo di livello pari o superiore, senza costi aggiuntivi per lui. Sulla prenotazione doppia, stando alla guida per i partner letta a ottobre 2026, la commissione non viene addebitata in due casi: struttura presente sul portale da meno di 30 giorni, oppure meno di 5 casi in 12 mesi. Negli altri si paga. Su Airbnb i termini di cancellazione da parte dell’host prevedono un costo che cresce avvicinandosi all’arrivo.
Per questo a chi costruisce il sito va chiesto da dove legge le date occupate e ogni quanto. Alla risposta «in tempo reale» segue un’altra domanda: con quale portale e con quale strumento.
Le lingue: un indirizzo per lingua e traduzioni vere
Le lingue del sito si progettano come pagine a sé, con i criteri che Google documenta per i siti multilingue.
Sceglierle dagli ospiti che arrivano davvero
Le lingue si decidono guardando da dove sono arrivate le prenotazioni delle ultime stagioni. Ognuna è una versione da tradurre, rileggere e aggiornare a ogni cambio di prezzo. Meglio poche lingue curate che molte lasciate a metà.
Un indirizzo per ogni lingua, dichiarato ai motori
Google consiglia un indirizzo diverso per ogni versione linguistica, invece di cambiare lingua con i cookie o con le impostazioni del browser. Ogni pagina dichiara poi le sue versioni nelle altre lingue con le annotazioni hreflang: elenca se stessa e tutte le altre.
Traduzione umana per titoli, condizioni e nomi dei luoghi
Per riconoscere la lingua di una pagina Google dichiara di basarsi sul contenuto visibile: se il testo principale resta in italiano, le versioni contano come duplicati. La traduzione automatica può fare da bozza. Titoli, nomi dei luoghi e condizioni li rilegge una persona, perché nelle condizioni una parola imprecisa cambia un obbligo.
Un selettore visibile, senza reindirizzamenti automatici
Il reindirizzamento automatico in base alla lingua presunta è sconsigliato dalla documentazione di Google, che suggerisce dei link per cambiarla. Un selettore nell’intestazione lascia la scelta all’ospite, che può avere il telefono in una lingua e leggerne meglio un’altra.
Il caso La Torre Saracena: cinque lingue e disponibilità sulle date
La Torre Saracena è una casa vacanze a Palmi, sulla Costa Viola, con un sito realizzato da noi. Ne descriviamo solo quello che chiunque può vedere aprendolo: prenotazioni, visite e risultati sono dati del cliente.
Il sito è in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo. La pagina di prenotazione mostra un calendario mensile con i giorni disponibili, quelli occupati e i prezzi a notte. Intorno ci sono la galleria fotografica, i contatti diretti e una guida ai dintorni con le distanze.
A ottobre 2026 la pagina di prenotazione raccoglie una richiesta: all’invio non si paga nulla e il pagamento si concorda alla conferma con chi gestisce la casa. Le date restano riservate per un tempo limitato, dichiarato nella pagina. È un’impostazione di oggi. Le condizioni pubblicate prevedono due modalità, con pagamento online oppure su richiesta.
La mappa di Google si carica solo dopo il clic dell’ospite. Prima c’è un avviso che spiega il motivo: mostrandola, il browser si collega ai server di Google.
Un limite lo dichiariamo. Come il calendario viene tenuto allineato con i portali non lo raccontiamo, perché riguarda l’organizzazione del cliente.
Sito gratis di un builder, costruttore di un gestionale o sito su misura a confronto
Le strade sono tre: un builder generalista, cioè un servizio per costruirsi il sito da soli; il costruttore di siti di un gestionale per strutture ricettive; un sito su misura. Le prime due colonne vengono da guide e listini ufficiali di due builder e due gestionali, letti a ottobre 2026. I prezzi cambiano per Paese e valuta, quindi la tabella non riporta cifre.
| Voce | Sito gratuito di un builder | Costruttore di un gestionale | Sito su misura |
|---|---|---|---|
| Lavoro richiesto | Tutto tuo, dentro un modello | Tuo, dentro i modelli del gestionale | Di chi lo costruisce; a te contenuti e decisioni |
| Libertà | Quella del modello scelto | Quella dei modelli, pensati per l’ospitalità | Piena, da pagare a preventivo |
| Calendario | Da verificare builder per builder | Compreso, con il collegamento ai portali | Da progettare insieme al sito |
| Lingue | Indirizzo per lingua da verificare | Indirizzo per lingua da verificare | Quelle che servono, con indirizzi propri |
| Dominio proprio | No: indirizzo del builder, con la sua pubblicità sulle pagine | Collegabile nei listini letti; il sito non sempre è nel piano base | Sì, da registrare a nome del proprietario |
| Come si paga | Nessun canone e spazio limitato; dominio e pagamenti online solo nei piani a pagamento | Canone mensile legato alle unità, dopo una prova; in un piano letto anche una percentuale a prenotazione | A preventivo, più dominio, hosting e manutenzione ogni anno |
| Uscita | A piano scaduto può tornare l’indirizzo gratuito, con il dominio scollegato | Da chiedere: cosa resta di sito e dati a canone disdetto | Codice e dominio al proprietario, se il contratto lo scrive |
Quanto costa un sito web per casa vacanze: cosa sposta il preventivo
Prima della cifra viene la strada: se nessuna riga della tabella è per te un vincolo, uno strumento pronto basta. Per un sito su misura non pubblichiamo un listino e una media non esiste. Come si legge un preventivo lo spieghiamo nell’articolo su cosa fa salire il preventivo di un sito web.
Numero di lingue
Ogni lingua moltiplica le pagine da scrivere, tradurre e ricontrollare, comprese condizioni e messaggi di conferma. Sul codice pesa poco, se il sito nasce per averne più di una.
Calendario e verifica della disponibilità
Un calendario aggiornato a mano dal proprietario è poco lavoro. Lettura dei calendari dei portali, blocco temporaneo delle date durante una richiesta e ricontrollo alla conferma sono logica da scrivere e da collaudare sui casi limite.
Pagamento online
Aggiunge il collegamento con il fornitore di pagamento, gli stati della prenotazione, i rimborsi e le prove con carte di test. È la voce che separa di più un sito che raccoglie richieste da uno che incassa.
Numero di unità
Una casa è un calendario. Due appartamenti sono due calendari, due listini e una pagina in cui scegliere. Per un b&b o per più appartamenti in affitto breve cambiano anche i requisiti dei portali, da verificare di nuovo.
Contenuti, fotografie e guida ai dintorni
Testi, fotografie e traduzioni chiedono tempo e non sempre stanno nel preventivo di chi scrive il codice: va chiesto chi li prepara. Per la guida ai dintorni il lavoro sta nella ricerca di luoghi e distanze, e si moltiplica per le lingue.
Domande frequenti sul sito web per casa vacanze
Quanto costa un sito web per casa vacanze?
Dipende dalla strada scelta. Nei listini letti a ottobre 2026 un builder ha un piano gratuito con limiti e piani a canone, il costruttore di un gestionale un canone mensile legato al numero di unità. Un sito su misura si paga a preventivo, più dominio, hosting e manutenzione ogni anno: pesano lingue, calendario, pagamento online, numero di unità e contenuti. Una media non esiste.
Si può creare un sito web per casa vacanze gratis?
Sì, ma «gratis» indica tre cose diverse. Nelle guide dei builder lette a ottobre 2026 il piano gratuito dà un indirizzo sul dominio del builder, la sua pubblicità sulle pagine e nessun pagamento online: per collegare un dominio proprio serve un piano a pagamento. La prova gratuita di un gestionale scade, poi serve il canone. Il sito «incluso» fa parte di un abbonamento a pagamento.
Posso ricevere prenotazioni dirette senza pagare commissioni?
Sì. Sulla prenotazione che arriva dal tuo sito il portale non trattiene nulla. Restano il costo del fornitore di pagamento, se incassi online, e l’eventuale percentuale a prenotazione del gestionale con cui costruisci il sito. Resta anche il divieto di Airbnb di invitare gli ospiti a prenotare altrove.
Serve il pagamento online sul sito?
No, si può partire dalla richiesta. Con una casa sola e un proprietario che risponde in fretta, la conferma a mano funziona e costa meno da costruire. Il pagamento online conviene quando le richieste arrivano di notte o dall’estero e l’attesa fa perdere l’ospite. Comporta rimborsi, il costo del fornitore di pagamento e condizioni di vendita scritte.
Come evito le doppie prenotazioni con i portali?
Tenendo allineati i calendari e sapendo con quale ritardo si aggiornano. Lo scambio in formato iCal non avviene in tempo reale: le guide ufficiali di Airbnb e Booking.com parlano di aggiornamenti a distanza di ore. In quella finestra conviene chiudere le date a mano dopo ogni prenotazione. Chi non rientra nei requisiti dello scambio passa da un channel manager, cioè da un servizio che aggiorna i portali al posto del proprietario.


