Cosa fa salire il preventivo di un sito web e cosa si paga ogni anno
Chi cerca quanto costa un sito web trova di solito una forbice, senza la fonte delle cifre. Una media non esiste. Un prezzo pubblico ce l’ha solo ciò che si compra a listino: un builder per costruirsi il sito da sé, un dominio, l’hosting, un sito compreso in un abbonamento. Qui trovi quelle cifre, lette alla fonte a ottobre 2026, e per il resto le variabili che spostano il preventivo, i costi di ogni anno e lo schema di un’offerta scritta bene.

In questo articolo
Perché due preventivi per lo stesso sito web distano così tanto
Le cifre pubbliche sono poche. Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) il listino di Aruba indica 54,00 euro più IVA all’anno per il piano Easy di SuperSite, il suo builder. Un dominio .it costa 11,99 euro più IVA all’anno sul listino domini di Aruba e 58,55 euro IVA esclusa su quello di Register.it. Un sito progettato per una sola attività non ha listino: si compra su preventivo.
Quando due offerte per lo stesso sito sono molto lontane, la prima cosa da verificare è che quotino lo stesso lavoro. Una comprende testi, traduzioni, reindirizzamenti dal sito precedente e un anno di aggiornamenti. L’altra presuppone che i contenuti arrivino pronti e si ferma al giorno della pubblicazione. Hanno lo stesso titolo e descrivono due lavori diversi.
Cambia anche lo strumento. Chi parte da un modello pronto, su un builder o su un CMS, cioè un software per gestire i contenuti come WordPress, vende soprattutto configurazione. Chi progetta ogni pagina e ne scrive il codice fa un altro mestiere, con altri costi.
Per questo le domande utili vengono prima del totale. Che cosa è compreso e che cosa resta fuori, chi fornisce i contenuti, a nome di chi sono dominio e account, quanto costa il sito nei dodici mesi successivi. Due offerte si confrontano su queste risposte.
Le variabili che spostano il costo di un sito web professionale
Sono le voci su cui due offerte si allontanano di più. Un sito precedente da sostituire aggiunge il lavoro sui vecchi indirizzi, che torna nell’esempio di preventivo.
Tipi di pagina diversi da progettare
Il numero di pagine conta, ma a spostare il preventivo sono soprattutto i tipi di pagina diversi. Molte schede sullo stesso modello sono un solo progetto, ripetuto. Home, scheda di un servizio, listino e modulo a più passi sono modelli distinti, ognuno da disegnare e sviluppare. Chiedi quanti ne sono stati contati.
Testi e foto: chi li fornisce
Testi, fotografie e listini definitivi sono lavoro di qualcuno: del cliente, di un professionista pagato a parte o di chi sviluppa. Un’offerta bassa può presupporre che arrivino pronti, senza scriverlo. È anche la voce che sposta di più i tempi di consegna.
Numero di lingue
Ogni lingua aggiunge una versione di testi, menu, indirizzi e metadati, e resta da mantenere: quando cambia un prezzo, cambia in ogni versione. Va scritto chi traduce la prima volta e chi aggiorna le traduzioni dopo.
Prenotazioni e area riservata
Le prenotazioni sono una delle variabili più pesanti. Un calendario che propone solo gli orari liberi e permette di disdire richiede regole, un database e un pannello per chi gestisce l’agenda: lo raccontiamo nell’articolo sul sistema di prenotazione online. Con un’area riservata arrivano account e ruoli, e il sito diventa una web app.
Grafica su misura o da modello
Partire da un modello di impaginazione collaudato accorcia la progettazione. Disegnare ogni pagina da zero dà un sito riconoscibile e costa di più. Marchio e identità visiva sono un lavoro distinto, che lo studio non prende in carico.
Integrazioni con altri sistemi
Ogni collegamento con un gestionale, un calendario esterno o una newsletter dipende dalla documentazione di qualcun altro e va provato prima di essere quotato. Carrello e pagamenti online fanno storia a sé: un e-commerce è un altro preventivo.
Elementi interattivi
Un configuratore, un’anteprima 3D, un confronto che si aggiorna mentre si sceglie: ognuno è un piccolo programma dentro la pagina, da provare anche sui telefoni meno recenti. Uno solo può valere molte pagine di testo.
Accessibilità
Per i siti che vendono a consumatori i requisiti di accessibilità si applicano dal 28 giugno 2025: lo prevedono la direttiva europea 2019/882 e il decreto legislativo 27 maggio 2022, n. 82 (si apre in una nuova scheda). Sono esentate le microimprese di servizi, cioè quelle con meno di 10 persone e non più di 2 milioni di euro di fatturato o di bilancio. Come riferimento tecnico si usano le Web Content Accessibility Guidelines del W3C, in sigla WCAG, oggi alla versione 2.2: nel preventivo vanno scritti la versione e il livello da raggiungere.
Quattro funzioni, viste su siti che abbiamo realizzato
Sono quattro siti realizzati per i clienti, tutti online. Riportiamo solo le funzioni che chiunque vede visitandoli, e non diciamo quanto hanno pesato sui loro preventivi.
La Torre Saracena: cinque lingue e verifica della disponibilità
Casa vacanze a Palmi. Il sito esiste in cinque lingue e si apre con un modulo per arrivo, partenza e ospiti, con il pulsante «Verifica disponibilità». Ogni testo vive in cinque versioni, e la verifica sulle date richiede una logica che conosca i periodi già occupati.
TendalSud: anteprima 3D e confronto dei modelli
Pergole bioclimatiche su misura, nel Sud Italia. Sul sito si scelgono modello, colore della struttura e apertura delle lame in un’anteprima 3D, e una tabella mette i modelli a confronto. È l’elemento interattivo dell’elenco precedente.
L’Arte del Taglio: il percorso di prenotazione
Barberia a Palmi. Il cliente sceglie il giorno dal calendario e poi l’orario, lascia nome e telefono e può ritrovare l’appuntamento con il pulsante «Recupera Appuntamento». Il salone ha un accesso riservato: accanto al percorso di chi prenota c’è quello di chi gestisce l’agenda.
Crea Boutique: collezioni e appuntamento in quattro passi
Abiti da cerimonia a Gioia Tauro. Il sito presenta le collezioni e fa prenotare la visita in negozio in quattro passi: servizio, giorno, orario, dati. Le collezioni sono lavoro sui contenuti, con fotografie e testi da tenere aggiornati.
Le cifre pubbliche che esistono: builder, dominio, hosting e un sito in abbonamento
Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) le cifre pubbliche sono queste, lette alla fonte il 10 ottobre. Il builder e i due registrar, cioè le società presso cui si registra un dominio, sono esempi, senza raccomandazione. I prezzi sono di listino, promozioni del primo anno escluse: conta la cifra del rinnovo.
| Voce | Prezzo pubblico | Fonte |
|---|---|---|
| Builder: SuperSite di Aruba | Easy 54,00 euro, Professional 109,00 euro, più IVA all’anno. Dominio, cinque caselle email e certificato compresi | Listino SuperSite di Aruba (si apre in una nuova scheda) |
| Dominio .it su Aruba, registrazione e rinnovo | 11,99 euro più IVA all’anno | Listino domini di Aruba |
| Dominio .it su Register.it, registrazione e rinnovo | 58,55 euro IVA esclusa all’anno, fascia A del listino | Listino prezzi di Register.it (si apre in una nuova scheda) |
| Firebase Hosting, entro le soglie gratuite | Nessun costo fino a 10 GB di spazio e 360 MB al giorno di traffico, con dominio personalizzato e certificato | Pagina dei prezzi di Firebase (si apre in una nuova scheda) |
| Firebase Hosting, piano a consumo oltre le soglie | 0,026 dollari per GB archiviato e 0,15 dollari per GB trasferito | Stessa pagina dei prezzi di Firebase |
| Sito del salone compreso in un abbonamento: BarbierItalia | 29 euro al mese oppure 249 euro all’anno, importi finali senza IVA aggiunta | Pagina dei prezzi di barbieritalia.it |
| Sito progettato e sviluppato su misura | Su preventivo | Nessun listino: dipende dalle variabili |
Builder, WordPress o sviluppo su misura: tre strade con conti diversi
Con un builder si paga un canone e il sito lo costruisci tu: la spesa che il listino non mostra è il tuo tempo. Si rinuncia alle funzioni che la piattaforma non prevede e, a seconda del fornitore, a portare il sito altrove. È un punto da verificare nella documentazione prima di scegliere. Dove il sito deve restare ospitato sui server della piattaforma, cambiare fornitore significa rifarlo.
Va detto subito: sviluppiamo con React e Next.js, e WordPress lo descriviamo dalla documentazione ufficiale. Il software si scarica gratuitamente da WordPress.org, con la licenza libera GPL. Hosting e dominio restano a carico di chi lo installa, e temi, plugin e assistenza possono essere a pagamento. La stessa documentazione raccomanda di tenerlo all’ultima versione e di fare un backup prima di aggiornare: è lavoro ricorrente. WordPress.com è un’altra cosa: un servizio ospitato, con un piano gratuito e piani a canone.
Lo sviluppo su misura costa di più all’inizio, perché ogni pagina viene progettata e scritta. Per modificare i contenuti serve un pannello costruito apposta o qualcuno che lo faccia su richiesta. Conviene quando servono logiche proprie, prenotazioni, aree riservate o integrazioni specifiche: è il lavoro descritto nella pagina sulla realizzazione di siti web e piattaforme. Per un sito vetrina di poche pagine con un blog, un CMS pronto può bastare, e quando è così lo diciamo in fase di preventivo.
C’è poi il sito compreso in un abbonamento, che esiste solo in alcuni settori. BarbierItalia, la piattaforma per barbieri e parrucchieri che sviluppiamo e che è appena partita, dà al salone abbonato gestionale e sito con il pulsante Prenota nello stesso canone fisso. Il prezzo di questa comodità lo dichiariamo: il sito vive su un indirizzo della piattaforma, senza dominio proprio, e si personalizza con pochi parametri.
Quanto costa un sito web all’anno: le voci che tornano
Il prezzo di realizzazione si paga una volta, queste voci ogni anno. Per ognuna va chiarito chi paga e a nome di chi è l’account. Listini e contratti sono nell’articolo su quanto costa mantenere un sito web.
Rinnovo del dominio
Secondo le domande frequenti del Registro .it (si apre in una nuova scheda) un dominio .it dura un anno e si rinnova tacitamente, salvo disdetta. La stessa pagina indica, al momento in cui scriviamo (ottobre 2026), che il Registro fattura al registrar 3,30 euro più IVA all’anno per dominio. Il resto è prezzo del registrar: fra i due listini della tabella uno costa quasi cinque volte l’altro. Paga il titolare dell’attività, che deve risultarne intestatario: ne parliamo nell’articolo su a chi è intestato un dominio.
Hosting
Un sito di pagine statiche con traffico contenuto può restare dentro le soglie gratuite della tabella. La documentazione di Firebase Hosting avverte che senza piano a consumo, superato il limite di traffico e dopo una breve tolleranza, il sito viene disattivato fino all’inizio del mese successivo. Il progetto va aperto a nome del cliente, che riceve così l’eventuale conto.
Aggiornamenti tecnici, backup e monitoraggio
Librerie da aggiornare quando escono correzioni di sicurezza, copie dei dati, controllo che il sito risponda: sono ore di lavoro anche quando il sito non cambia, pagate a chi lo mantiene. Nei nostri progetti fanno parte del rapporto continuativo e si concordano prima di iniziare, con un monte ore mensile.
Modifiche ai contenuti
Dove c’è un pannello, il cliente aggiorna da sé testi, foto e listini e aggiunge pagine. Negli altri casi lo fa chi ha sviluppato il sito, su richiesta e con tempi concordati nel preventivo. Il pannello si paga una volta nello sviluppo, le modifiche su richiesta a ogni intervento.
Servizi di terzi
Fra caselle email, mappe e statistiche alcuni servizi sono gratuiti, come Search Console di Google, altri a canone o a consumo, e ogni account va intestato al cliente. I cookie e gli altri strumenti di tracciamento non tecnici richiedono il consenso preventivo, secondo le Linee guida del Garante privacy del 10 giugno 2021. Per chi li usa significa un banner da mantenere. Il nostro sito melarise.it, pagine statiche su Firebase Hosting, non usa cookie né strumenti di analisi e non ha banner.
Come chiedere un preventivo per un sito web in quattro passaggi
Sono le informazioni che servono anche a noi prima di scrivere una cifra. Per la scelta del fornitore c’è l’articolo su a chi rivolgersi per creare un’app, che ha una sezione sui siti web.
Passo 1: Scrivere che cosa deve succedere dopo la visita
Una richiesta di contatto, una prenotazione, una telefonata o un ordine: da questa scelta derivano pagine, moduli e integrazioni. Nel primo messaggio bastano cinque informazioni: che cosa deve fare il sito, a chi si rivolge, che cosa esiste già, entro quando serve e un budget indicativo.
Passo 2: Elencare tipi di pagina, funzioni e materiale pronto
Accanto a ogni tipo di pagina va indicato chi fornisce testi e foto, e in quali lingue. Le funzioni si scrivono come azioni: il cliente sceglie il giorno, riceve una conferma, può disdire.
Passo 3: Chiedere un prezzo a corpo con esclusioni e data di consegna
È il formato che usiamo: preventivo a corpo, cioè un prezzo unico per un perimetro scritto, con l’elenco di ciò che resta fuori e la data di consegna. I tempi cambiano con il tipo di sito: una landing di campagna richiede pochi giorni di lavoro, un sito aziendale qualche settimana, una piattaforma con area riservata dei mesi.
Passo 4: Confrontare le offerte sul primo anno e sulla stessa base
Sotto il prezzo di realizzazione va la somma dei dodici mesi successivi. Gli importi vanno letti tutti con IVA o tutti senza. Le nostre fatture non applicano IVA per regime forfettario: il riferimento normativo è nella pagina dei contatti.
Esempio di preventivo per un sito web: le voci di un’offerta scritta bene
Nessun importo: sono le righe che devono comparire, qualunque sia il totale. Una riga assente si chiede per iscritto prima di accettare.
| Voce | Cosa deve esserci scritto |
|---|---|
| Perimetro ed esclusioni | Tipi di pagina, funzioni e lingue compresi, e accanto l’elenco di ciò che resta fuori. |
| Contenuti | Chi scrive i testi e fornisce foto e traduzioni, entro quale data, e che cosa succede se arrivano in ritardo. |
| Revisioni | Quanti giri di correzioni sono compresi e come si quota una richiesta arrivata dopo l’approvazione. |
| Data di consegna | Una data, con le scadenze che dipendono dal cliente: materiale, approvazioni, accessi. |
| Intestazione di dominio, codice e account | A nome di chi sono dominio e account dei servizi, e quando viene consegnato il codice sorgente. |
| Redirect dal sito precedente | La mappa dai vecchi indirizzi ai nuovi. La guida di Google allo spostamento di un sito consiglia reindirizzamenti permanenti, tenuti in genere almeno un anno. |
| Costi dei dodici mesi successivi | Dominio, hosting, manutenzione e servizi di terzi, con chi li paga e se gli importi sono con o senza IVA. |
| Fine rapporto | Che cosa viene consegnato se si cambia fornitore: codice, accessi e copie dei dati. |
Domande frequenti su quanto costa un sito web
Quanto costa un sito vetrina?
Dipende da chi lo costruisce. Un sito semplice fatto da sé con un builder, cioè una piattaforma pronta a canone, ha un prezzo pubblico. Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) il listino di Aruba indica 54,00 euro più IVA all’anno per SuperSite Easy, dominio compreso. Per farsi fare un sito web da un professionista serve un preventivo: lo spostano tipi di pagina, contenuti, lingue e grafica.
Quanto costa un sito web professionale?
Una media non esiste, perché sotto lo stesso nome stanno un sito aziendale di poche pagine e una piattaforma con area riservata. Il preventivo dipende da tipi di pagina, contenuti, lingue, prenotazioni, aree riservate, integrazioni, elementi interattivi e accessibilità. Conviene chiedere un prezzo a corpo, con le esclusioni scritte e la data di consegna.
Quanto costa un sito web all’anno?
Dipende dalle voci che tornano: dominio, hosting, aggiornamenti tecnici, modifiche ai contenuti e servizi di terzi. Le cifre pubbliche riguardano le prime due. Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) il rinnovo di un dominio .it costa 11,99 euro più IVA sul listino di Aruba e 58,55 euro IVA esclusa su quello di Register.it. La pagina dei prezzi di Firebase indica un hosting senza costi entro soglie di spazio e traffico.
Quanto costa un sito web con WordPress o con un builder?
Con un builder si paga un canone. Al momento in cui scriviamo (ottobre 2026) il listino di Aruba indica per SuperSite 54,00 euro più IVA all’anno nel piano Easy e 109,00 euro più IVA nel piano Professional. Con WordPress il software è gratuito: si pagano hosting, dominio, eventuali temi e plugin e il lavoro di chi lo configura e lo tiene aggiornato.
Cosa deve esserci in un preventivo per un sito web?
Il perimetro con le esclusioni, chi fornisce i contenuti, il numero di revisioni e la data di consegna. Poi l’intestazione di dominio, codice e account, i reindirizzamenti dal sito precedente, i costi dei dodici mesi successivi e ciò che viene consegnato a fine rapporto. Va scritto anche se gli importi sono con o senza IVA.


